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ANZIO, LA VIGNAROLA SU RAI TRE.

Questa mattina su “Buongiorno Regione” alle ore 7,30 su Rai Tre, é andato in onda un servizio, registrato qualche tempo fa sulla Vignarola. La Riserva Puccini, da poco liberata dai vincoli cercati di imporre dalla precedente amministrazione, che voleva edificare su più parti lungo il parco Naturale, è stata protagonista del servizio.

La troupe ha utilizzato la mostra di Comitato della “Vignarola nel cuore” allestita per sensibilizzare la cittadinanza. La candidatura di Luca Brignone, consigliere comunale infatti nasce proprio dalla lotta alla salvaguardia di questa preziosa risorsa del territorio.

Nella puntata sono state illustrate le criticità del progetto, dell’amministrazione Bruschini e tutta la bellezza naturalistica della riserva. Nonostante sia da poco stata ritirata la delibera, l’attenzione resta alta, perché parte della maggioranza di De Angelis, vuole portare avanti l’edificazione alla Vignarola, proseguendo la via dei famigerati “quattro cantoni”

I ben informati parlano già di un albergo.

Durante la commissione rifiuti abbiamo "visitato" l'impianto biogas di via della spadellata. Nonostante per ovvi motivi non ci è stato consentito di entrare, ho avuto modo di scambiare qualche parola con i responsabili dell'impianto. L'apertura è prevista per l'estate e il bacino di utenza coinvolgerà i comuni di Anzio, Nettuno, Ardea ed Aprilia. Che Anzio faccia parte dell'ATO di Latina, come stabiliva il vecchio piano regionale dei rifiuti, o di Roma, come stabilisce il nuovo, poco importa. Comanda il mercato.
Stesso discorso per il costo del rifiuto/tonnellata. Abbiano appreso, infatti, che ci sarebbe una trattativa in corso tra proprietà e comune (trattative che il sindaco si è affrettato a smentire, nel senso che ha solo ricevuto la proposta senza rispondere per ora) per il prezzo dei rifiuti organici che il comune conferirebbe all'impianto, con una riduzione del 40% rispetto al costo attuale . Ma l'assurdità è sempre quella: il rifiuto è materia prima dell'impianto e il comune non dovrebbe pagare in una società equa. Ma si sa, "la monnezza e ora" e la nostra è una società di mercato. A pagarne le spese una scuola d'infanzia, un'azienda agricola con marchi di qualità, un centro abitato... un'intera città.